
Ricordo di Simonpietro Marchese
Testimonianze su.... Lettera al moderatore
Nell'antica
tradizione liturgica, la quarta domenica di Pasqua è dedicata alla
contemplazione di Gesù buon pastore; nel capitolo 10 di Giovanni Gesù si
presenta come un pastore diverso dai tanti pastori umani, che appaiono molto più
preoccupati dei loro interessi e del loro star bene che della sostanza della
propria missione.
Un pastore
attento all'unica pecorella smarrita più che alle novantanove sane, deciso a
spendere ogni attimo della sua vita per le sue pecore, che le conosce per nome e
le chiama una ad una, perchè camminino sui sentieri sicuri tracciati dalla sua
parola.
Un Gesù che
ci dà un unico comandamento nuovo, Amatevi come io vi ho amati (Gv
13,35), invece che il diluvio di parole, consigli, raccomandazioni da cui siamo
investiti ogni giorno per opera delle istanze più diverse.
Predicando,
ieri, 9 maggio, su questo comandamento nuovo, nella Chiesa di Forano Sabina,
ricordavo Simonpietro così, come un buon pastore. Felice di poter conoscere
sempre un nuovo amico od una nuova amica, attento alla sensibilità delle sue
sorelle e dei suoi fratelli, fino al punto di sommergerti con le sue email
cariche di asterischi, su cui tante volte abbiamo scherzato... Gli asterischi di
chi si sforza di essere attento fin dal momento del linguaggio alla sensibilità
di tutti. Un fratello ed un pastore generoso e persino esuberante a volte, per
la disponibilità che mostrava ogni volta nell'offrire le sue forze ed il suo
tempo a chi glielo chiedeva...
Un pastore
che non si spaventava di fronte al nuovo, alle novità che il nostro tempo ci
offre di continuo, in tutti gli ambiti della nostra vita, in particolare nella
riflessione teologica che gli era così cara.
Guardando in
particolare al suo impegno nella Refo (Rete Evangelica Fede ed Omosessualità),
il suo pensiero, riguardo la tematica della pastorale delle persone omosessuali,
degli appartenenti al sempre più variegato mondo GBLTQ, mi appare
sintetizzabile in una frase: prima di tutto l'ascolto. Simonpietro, assieme al
pastore Luca Negro, lo aveva affermato con forza introducendo il convegno Refo
del 2000.
Di recente,
intervenendo ad un convegno sulla tematica ad Avellino, organizzato dalla
rivista "Il Dialogo" Simonpietro aveva affermato che la riflessione
teologica non può e non deve sfuggire le problematiche della sessualità, non
può e non deve sentire come estraneo o marginale l’argomento, perchè nella
vita delle persone l’affettività è elemento essenziale e le chiese sono
tenute considerare questo come un aspetto eminente del loro riflettere e
soprattutto del loro concreto modo di agire, della loro pastorale.
Una
pastorale, quella delle persone omosessuali, che nel suo e nel nostro pensiero
vede la sessualità come un luogo d’incontro che parte dall'ascolto e che mai
deve trovarsi ad essere un’occasione di esclusione. Solo l'affrontare il tema
partendo da queste premesse permette infatti di superare pian piano pregiudizi e
discriminazioni diffuse anche nelle nostre chiese evangeliche.
Nello stesso
convegno Simonpietro affermava di riconoscere come suo patrimonio essenziale
l’esperienza della teologia della liberazione (soprattutto di quella
femminile) proponendosi insieme alla Refo come punto di aiuto e di riferimento
per chi vive con disagio la sua identità omosessuale, soprattutto in provincia
e in periferia. Un’esperienza aperta ad apporti non omosessuali e non
evangelici, fedele alla concezione della “rete”.
Una
posizione coerente con il suo essere un uomo libero, che con impegno e fatica
cercava il modo migliore e più giusto di vivere il dono della libertà anche
sul piano sessuale...
Simonpietro uomo libero,
amico di tanti, fratello di tutti, compagno di strada, pastore buono...
Non ci mancano nè ci mancheranno, a partire dall'assemblea di fine maggio, i
modi ed i motivi per ricordarlo con un sorriso del cuore.
Luca Zacchi
Rete
Evangelica Fede ed Omosessualità